Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord

Italia a pezzi 5: bici sotto i portici di Bologna e jogging tra i ponti di Venezia

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Ecco l’inverno pieno. Ormai è fatta. Quella sensazione di essere partita mesi fa, di aver attraversato stagioni intere per raccontare alla tv giapponese cosa sia il gelato artigianale saltellando in giro per l’Italia mi si è cementificata addosso. Bologna me la ricordo bene:  qualche mese fa era tappa del mio Viaggio al Nord per sbirciare nella vita di amici romani emigrati là per studio, o per scappare dalla Sapienza, anche. Il tassista ce l’ha a morte con i punk a bestia di Piazza Verdi, -facile ritrovo degli universitari-, che addirittura si mettono davanti il Teatro Comunale e fanno quelli con i cani buttati per terra ma i soldi ce li hanno eccome.. Me lo dice arrabbiatissimo mentre da passeggero io riscopro cosa sia la calma alla guida. Tutti portano la cintura. Di panni stesi, pochi. Un hotel 4 stelle ci accoglie con dei pannelli zebrati alle pareti. Mi chiedo chi abbia scelto gli interni dell’hotel ma poi mi diverto a leggere la rassegna stampa internazionale, un foglio per ogni Paese. Arrivata alla Spagna mi accorgo che il corso A1 fatto all’Istituto Cervantes nel maggio scorso mi sta volando via.. Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord

Italia a pezzi 4: ovvero tetti mai visti e strade senza toppe a Firenze

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(Una settimana fa) a Firenze fa freddissimo, la diuresi è stimolata e ogni 15 minuti cerco un bagno. Sono intasati dai giapponesi e vedo Firenze a intermittenza, entrando ed uscendo dai bar. Le persiane verde scuro nelle vie e viette intorno a Santa Maria Novella si susseguono con ordine. Qualcuna espone biancheria, altre tovaglie. Mi torna in mente Palermo e Napoli. Il David di Michelangelo è dappertutto, nelle calamite, nelle insegne dei ristoranti, sui menù, nei nomi dei negozi di pellame. I turisti assaltano tutto, è sabato pomeriggio e i 15 gradi ci scioccano un po’, come la fluorescenza dei gusti giganti di gelato che appaiono dalle vetrine in centro. La geometria dei decori del Duomo e del Battistero si confondono col caos turistico. Mi ci metto anche io con i miei autoscatti. Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord

Italia a pezzi 3: Pausa Roma

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Roma mi è sembrata ordinatissima. Città che segna il confine entro il quale la cintura di sicurezza è obbligatoria e non un impaccio. Ho lasciato gli amici franco giapponesi in uno dei diecimila hotel che inondano la Stazione Termini. Ci sono rimasti due notti. Il dettaglio delle mani della Creazione d’Adamo della Cappella Sistina di Michelangelo, quelle due mani che quasi si toccano, si impone per dimensione e presenze in svariate hall di hotel e bar nei pressi di Termini –ne ho sbirciato giusto qualcuno-, quasi quanto i kebabbari o i negozietti di chincaglierie turistiche e non. Io dirotto per casa mia. Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord

Italia a pezzi 2: curve d’Amalfi e dialoghi napoletani

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L’avevamo già vissuta Napoli in aeroporto, da Palermo. Un arrivo sotto la pioggia, martedì scorso. La macchina affittata c’aveva però portato subito via verso la Costiera Amalfitana, un percorso intensissimo lungo il quale ho rischiato di vomitare più volte. Quella passata è stata la settimana del maltempo che ha ostacolato tutto, pure le nostre riprese – mini documentari sul gelato artigianale in giro per l’italia, con una troupe franco giapponese e me-. Una macchina affittata. Alla guida, il regista giapponese. Vietri sul Mare è stato due signore su una panchina. Venivano da Cassino in pullman insieme ad altri signori per visitare la Costiera. Abbiamo un po’ parlato del tempo, ci siamo un po’ lamentate, un po’ ci siamo dette fortunate perché stava sbucando il sole. Mi hanno ricordato mia nonna. Poi è iniziato l’inferno: la strada che ci separava da Amalfi. Delle curve troppo curve, un conducente troppo spavaldo. Tra un conato e un altro ho visto Maiori e Minori, semplici e bianche. Quando il Tom Tom segnava 10 minuti all’arrivo ho pensato che non ce l’avrei mai fatta, ma alla fine non ho vomitato. Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord

Italia a pezzi: viaggio dal Sud al Nord tra taxi e gelati

Premessa: questo diario di viaggio si chiama a pezzi, perché è così che sto visitando l’Italia, saltellando in giro, dalla Sicilia in aereo fino alla Lombardia. Un po’ in macchina, un po’ in treno, mai presi così tanti taxi. Vedo parti di città, respiro frammenti, tocco qualche abitante, mangio qualcosa. Sono impressioni di momenti, pezzi, visite al volo.

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Prima tappa: Palermo. Un aereo mi ci ha catapultata lunedì scorso. Faceva caldo, anche se Fabrizio il tassista mi ha raccontato che il giorno prima l’acqua in strada era altissima. Perché i tombini non li riparano e ogni volta si intasa tutto. Percorriamo l’autostrada, guardo fuori il vetro e vedo montagne, selvagge, ai piedi palazzi sparsi. Arriviamo in centro, il colonnato del Palazzo delle Poste rapisce i miei compagni di viaggio, francesi e giapponesi con cui giro documentari sul gelato artigianale in Italia. Sono colonne immense, l’architettura razionalista dei primi anni Venti. La cintura in macchina non serve, mi dice Fabrizio. Continua a leggere

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Racconti romani

Nella Piazza, nella piazza, nella piazza.. Questa è Piazza Navona

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Passando di là, per quel suo lato corto che lega Via di Pasquino a Corso Rinascimento, calpestato milioni di volte, rito di passaggio casa-scuola, ecco, per quel numero di passi, per quel quasi minuto, la Piazza copre e confonde tutto. Solo movimento che sfuma gli impegni della giornata e qualche pensiero. Una volta passata la Piazza, soltanto l’attesa prima di attraversare Corso Rinascimento, in cui di tanto in tanto un caritatevole automobilista si ferma per lasciar passare il pedone, riporta tutto alla normalità. Che sia mediocre, bella o terribilmente orrenda. Continua a leggere

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METE PER SCAPPARE DA ROMA

Monte Argentario in Ferie d’Agosto. Parte Due

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Si può leggere solo se avete letto la PARTE UNO. Se non l’avete fatto, eccola qui

-L’animaccia tua sbrigate! Scatto subito sull’attenti per dare un volto al vicino romano di turno: dall’alto vedo un bambino di sei anni che grida incitando il compagnetto a sbrigasse ‘co sta bici. Poi ride di gusto e fa ridere anche me che da lassù tento sessioni di studio. A giugno fui colpita dal barbecue in strada, assolutamente vietato dal regolamento del Residence e pure un po’ dal comune senso civico. La famiglia, noncurante, cuoceva braciole in strada e i miei amici parigini osservavano la scena per tutto il tempo della cottura. Continua a leggere

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METE PER SCAPPARE DA ROMA, senza categoria

Monte Argentario in Ferie d’Agosto. Parte Uno

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Nonostante una larga fetta di Roma migri nelle statali e provinciali del Monte Argentario svuotando melanconicamente la Capitale nel mese d’Agosto, unico scopo otturare chilometri di curve maremmane, non parlerò delle rilassanti file targate Roma per raggiungere la Feniglia o Ansedonia. Né delle grandi speranze riposte dal popolo della notte nel Red Carpet di Cala Galera, il cui ingresso ora è condiviso con un Ristorante-Pizzeria-Karaoke, -c’è un tavolo esplicativo apparecchiato all’esterno-. Non racconterò gli escamotage più beceri di prepotenti romani per superare file alla gelateria Le Rose di Porto Santo Stefano –  i Pescatori di Orbetello si sono attrezzati da anni e per mangiare c’è il numeretto -, né quanto sia raro trovare tre panche e tavoli -consecutivi- di autoctoni alla Sagra di Capalbio, senza sentire suoni tipici della Capitale. Eviterò anche cenni al Bar del Porto di Port’Ercole, il cui accesso ai non romani, credo, sia negato. Il ritmo della città lascia spazio a quello del ciabattamento da spiaggia, lento: Clop……Clop. E Roma resta lontana (bah…) soltanto una volta raggiunto il territorio franco del Residence Giannella –a maggioranza toscana, benché anche qui vi siano rappresentanti di quasi ogni municipio della Capitale-. Continua a leggere

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Cose di Strada

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Racconti romani

Esalazioni di Roma e dintorni

 

C’è stato un momento di Luglio in cui dalle 17 fino alle 20 pioveva. E pure tanto. E allora tutte quelle belle cose dell’estate romana che noi romani espatriati in inverno aspettavamo con ardore venivano annullate. Tra quelle cose c’erano le Arene di Roma, con tutto il fascino che il cinema all’aperto, qualunque film sia, si porta dietro. Finalmente il sole brillò anche tra le 17 e le 20 e tutti, romani espatriati e non, potemmo prendere parte a quest’allegra attività estiva. Tutto cominciò con Villa Medici e la rassegna dedicata a Michel Piccoli.

NB: Quest’anno la rassegna è stata dedicata ad Anna Magnani.

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