Racconti romani

“Che figura!” Le figure retoriche te le illustra Cecilia Campironi

Del liceo classico ti resta la voce del prof. che legge in metrica, trasportare il GI, il dizionario di greco, un po’ ovunque. Poter dire su due piedi, con estrema sicurezza, se è meglio l’Iliade o l’Odissea e quegli eroi che non era affatto male conoscere. Se sei illustratrice, da grande ti può venire in mente di trasformare le figure retoriche in personaggi parlanti. Cecilia Campironi l’ha fatto: il libro si chiama “Che figura!” – Quodlibet/Ottimomassimo – e racconta la parafrasi, la tautologia, l’ossimoro. Insomma tutta la galleria di figure retoriche possibili giocosamente semplificate ed illustrate, pronte per essere capite anche da un bambino. Ma li hai conosciuti tutti questi personaggi? Chiede una seienne a Cecilia durante la presentazione del libro sfogliando le pagine con le mani piccole. Forse per lei l’ossimoro rimarrà sempre un mago, pure tra un’analisi del testo e un saggio breve improvvisato alla maturità.

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Racconti romani

Tentativo di esaurimento di un luogo o la noia a Roma

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Premessa. In realtà a Roma non mi annoio. A volte sì. E Monti è meraviglioso.

Tornata a casa esattamente due anni fa, proprio a casa vera – Abiti sola o coi tuoi? Coi mieiAh ma te la spesa mica la fai, che ne sai. Mm. – da un po’ riesco solo a pensare Che palle Roma. Continua a leggere

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Racconti romani

Roma di gruppo: ripensare a caso all’estate, quasi d’inverno

IMG_0267Un giorno Fregene me la compro e la sposto a Piazza Bologna. C’era una settimana di giugno in cui, col famoso turno di stage all’alba, mezza giornata mi rimaneva vuota e decidevo di trascinarmi al mare. Scoprivo così che di martedì o giovedì anche lì esiste la calma. Era pieno di ragazzetti che avrebbero dovuto essere a scuola ma mezzi ustionati sedevano ai baretti di Fregene a fumacchiare, sognando trasferimenti di litorale in città. Poi improvvisamente tornava il tempo di febbraio con le grandi piogge. Gli stessi col costume uscivano dal tema della Maturità a gruppetti. Mentre tra piogge torrenziali chiedevamo Che tema hai fatto?, con i piedi bagnati ci accorgevamo con un certo fastidio che la lunghezza dei pantalonicini delle maturande si era vertiginosamente ritirata. Ah Ben che palle. E che come al solito con i programmi di Italiano e Storia siamo rimasti a carissimo amico, e che quindi Quasimondo è troppo moderno. Continua a leggere

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senza categoria, Smart city

“È pieno di curvy” ma il mondo va avanti a pantaloni skinny

Ho capito l’errore. Forse dovrei entrare da Zara o H&M e dire: Salve avete dei Pantaloni Morbidi? Oppure, Ci sono mica quei Pantaloni Ampi? Forse è per questo che negli ultimi tempi ogni volta che metto piede in un negozio di vestiti vedo solo pantaloni stretti sotto. Invece, Ampi si dice. Forse chiamandoli col loro vero nome troverei i pantaloni che voglio io. Quelli che entrano a me. Quelli che hanno la fine larga almeno quanto la circonferenza delle mie cosce, e quindi non stretti. Forse è un po’ come da Brandy, sì, quel negozio dove andavamo dodicenni, dove è necessario dire Salve, avete magliette anche con la parte inferiore di maglietta?  Continua a leggere

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