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“È pieno di curvy” ma il mondo va avanti a pantaloni skinny

Ho capito l’errore. Forse dovrei entrare da Zara o H&M e dire: Salve avete dei Pantaloni Morbidi? Oppure, Ci sono mica quei Pantaloni Ampi? Forse è per questo che negli ultimi tempi ogni volta che metto piede in un negozio di vestiti vedo solo pantaloni stretti sotto. Invece, Ampi si dice. Forse chiamandoli col loro vero nome troverei i pantaloni che voglio io. Quelli che entrano a me. Quelli che hanno la fine larga almeno quanto la circonferenza delle mie cosce, e quindi non stretti. Forse è un po’ come da Brandy, sì, quel negozio dove andavamo dodicenni, dove è necessario dire Salve, avete magliette anche con la parte inferiore di maglietta?  Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord, senza categoria

In Toscana un po’ da sola un po’ no: gli orti di Siena e rincorrere il sole in Val d’Orcia

10622818_10152331093886149_6466423162400742454_nViaggiare da sola desta molta curiosità. A Siena sono andata così – che poi là mi ospitavano amici in un bed and breakfast. Però con loro ho passato solo qualche ora, quindi tecnicamente è stato un Viaggio da sola -. All’estero, quello dove sono stata io, poi non so, che tu sia in giro solo o in compagnia alla fine non cambia. Ma qui allegra/incazzata al bar o seduta pensierosa/stremata sul gradino di un portone, hai sempre quello sguardo compassionevole addosso. Ma non compassionevole negativo, compassionevole di cura. Nel viaggio in America di qualche estate fa quello stesso sguardo fissava me e la Cara amica A. Da New York a Chicago e poi Pittsburgh, Ithaca Syracuse. Un continuum di sguardi compassionevoli tra aerei, macchine, bici, ostelli, musei, università e Dunkin’ Donuts. La proprietaria di una guest house nell’Ohiopyle State Park, in Pennsylvania, al momento della partenza ci regalò 20 dollari. Forse perché là, a visitare la Casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright io e la Cara amica A. sembravamo due dodicenni con degli zainetti troppo piccoli. Vi ci comprate il pranzo ci aveva detto la signora. Poi però i pranzi delle tappe successive furono tramezzini con philadelphia che confezionavamo di soppiatto la mattina in ostello.  Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord, senza categoria

Se alla Toscana levi il mare: Pitigliano quando piove e Sovana rossa

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Feniglia dalla finestra

Ma che è ‘n blog de viaggi? Qualche tempo fa rispondevo che No, ma che alla fine avevo scoperto la Calabria, la Basilicata e il Cilento e che quindi poteva capitare che scrivessi anche di altro oltre che di Roma. In ogni caso, pensavo, tutto quello che non parla dell’Urbe finisce in altre categorie che si trovano nei Menù, tipo Italia a pezzi. Là si trova quello che non è Roma. C’era un periodo dopo l’Erasmus che mi dicevo Devo vedere TUTTE le chiese di Roma, Devo conoscere TUTTI i parchi, Devo camminare per TUTTA l’Appia Antica nei fine settimana. A giugno è diventato Entrerò -a costo di colluttazioni coi custodi, finora grandissimi miei amici- in TUTTI i chiostri che trovo. – Ma che è sta storia dei chiostri? mi ha chiesto un amico con tono preoccupato qualche sera fa. Insomma poi non ho fatto nulla di tutto questo e ho scoperto la Toscana. Così, tra una pausa e un’altra all’Argentario, in quel mitico Residence G. dove sono cresciuta e dove vado al mare, ho visto delle vere cantine, mangiato dei veri pici, quasi assistito a delle vere cene di Contrada, passeggiato insieme a un sacco di americani e tedeschi filotoscani tra strade quasi sempre rossicce.

La Feniglia, la Giannella, Orbetello e Magliano in Toscana nell’Estate 2014 si presentavano così:

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METE PER SCAPPARE DA ROMA, senza categoria

Monte Argentario in Ferie d’Agosto. Parte Uno

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Nonostante una larga fetta di Roma migri nelle statali e provinciali del Monte Argentario svuotando melanconicamente la Capitale nel mese d’Agosto, unico scopo otturare chilometri di curve maremmane, non parlerò delle rilassanti file targate Roma per raggiungere la Feniglia o Ansedonia. Né delle grandi speranze riposte dal popolo della notte nel Red Carpet di Cala Galera, il cui ingresso ora è condiviso con un Ristorante-Pizzeria-Karaoke, -c’è un tavolo esplicativo apparecchiato all’esterno-. Non racconterò gli escamotage più beceri di prepotenti romani per superare file alla gelateria Le Rose di Porto Santo Stefano –  i Pescatori di Orbetello si sono attrezzati da anni e per mangiare c’è il numeretto -, né quanto sia raro trovare tre panche e tavoli -consecutivi- di autoctoni alla Sagra di Capalbio, senza sentire suoni tipici della Capitale. Eviterò anche cenni al Bar del Porto di Port’Ercole, il cui accesso ai non romani, credo, sia negato. Il ritmo della città lascia spazio a quello del ciabattamento da spiaggia, lento: Clop……Clop. E Roma resta lontana (bah…) soltanto una volta raggiunto il territorio franco del Residence Giannella –a maggioranza toscana, benché anche qui vi siano rappresentanti di quasi ogni municipio della Capitale-. Continua a leggere

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