Racconti romani

Roma dalla finestra: gabbiani dirimpettai e davanzali parlanti

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Avere una Casa Vacanze a un passo da casa propria rimescola le carte. C’è uno strano corto circuito di quartiere. L’americano che litiga col romano, lo svedese che tiene la porta al napoletano del quarto piano. Una domenica mattina, uggiosa e umidiccia, la Casa Vacanze nel vicolo sotto casa esplode di musica. Comincia con Johnny Cash, passa per Bob Marley e finisce coi Negroamaro.

La pioggerella fa quel rumore leggero, interrotto dalla musica e dal lamento straziante dei gabbiani che continua, sempre, puntuale, trapanante. La signora che abita di fronte al misterioso palazzo di Casa Vacanze sbotta. Apre con forza le persiane, restando sempre un po’ dietro le tendine opache. Continua a leggere

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Racconti romani

Oggi si laurea la mia amica di Lettere. L’ho conosciuta tra i corridoi del terzo piano, al dipartimento di Italianistica. Era una delle interminabili attese per il ricevimento di questo o quel professore. Che se c’era bene, sennò tornavi. Poi magari la volta dopo s’era dimenticato o qualche simpatico compagno t’aveva cancellato il nome sulla lista ricevimento per metterci il suo. L’amica N. non usava evidenziatori ma solo pastelli. Aveva inventato un sistema di abbreviazioni geniali per gli appunti ben prima di aver studiato paleografia latina.

Lei calma, io ansiosa. Diceva sempre che nei corridoi facevo lo show, che fermavo la gente per chiedere una penna o dov’era il professore di Filologia, ma che poi mi distraevo e guardavo altro. Rideva quando litigavo coi vicini di banco nell’ora di Linguistica, in quell’aula di Geografia stracolma in cui dopo 12 minuti mancava l’aria, ma le lezioni di Serianni erano talmente belle che ce ne dimenticavamo. Non riusciva mai a dire di no ai giovani marxisti nell’atrio di Lettere, che se non li sai evitare attaccano pipponi interminabili. Continua a leggere

Una laurea in Lettere. E poi? E poi c’è la mia amica N.

Digressione
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Ti va se ci prendiamo un caffè? Conversazioni leggere da Bar

10987709_10152774888736149_269078123564702875_nPremessa: nessuna verità su Roma o dintorni sarà svelata. Ma fingiamo che sia tutto vero.

Lo dicono tutti, prima o poi. Ti va se ci prendiamo un caffè? Detto a Parigi ha un significato diverso, che comprende il sedersi in un Café. Nella terrasse, quei tavolini piccoli come sottobicchieri rendono i parigini tanto felici, perfino d’inverno, racchiusi sotto una cupola di celofan anti pioggia tra i fumi di decine di sigarette. Figurarsi d’estate. A Roma il Ti va se ci prendiamo un caffè? ha tutto un altro sapore. Il tempo si dilata davanti al caffè. E’ il caffè solido del bar, quello acquoso della moca delle nonne. Il caffè al vetro invece resta un mistero. Indipendentemente dalle manie dei popoli riguardo le sue modalità di consumo, il caffè è sempre il momento della condivisione, della leggerezza. Continua a leggere

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Racconti romani

Il ritorno dell’America. Storia di un cinema occupato

E’ passato un po’ più di un anno dall’occupazione del Cinema America.. Quel cinema storico, in Via Natale dal Grande, a un soffio da Piazza San Cosimato e Santa Maria in Trastevere. Un posto rimasto chiuso per anni  e che adesso, invece di trasformarsi in una sfilza di appartamenti privati, si è riacceso di gente, film, musica, dibattiti e pure di una sala studio e una biblioteca pubblica..

Dalla Dolce Vita a Lo sceicco Bianco; dal Solaris di Tarkovski alla serie Boris, fino agli incontri con Verdone, Sorrentino, Moretti e Mastandrea..  Al Cinema America succedono un sacco di cose.. Nel video “Il ritorno dell’America. Storia di un cinema occupato, pubblicato su Voci di Roma de La Stampa insieme a Lorenzo Vendemiale, ne abbiamo raccontate un po’… Guardate!

                                                                              cinema america

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Racconti romani

Frammenti di Capodanno o Storia di una porta rotta

piazza navona

piazza navona

Un altro Capodanno è passato. Il primo senza il Pacchetto Amiche. Loro sono andate ad un mega party in Toscana, io sono rimasta qui. È stata una scelta sofferta, ma alla fine ho deciso così. Roma. Mia cugina ha avuto un ruolo decisivo imbucandomi ad una festa. Per questo la fase di preparazione del Che ti metti Stasera? è stata seguita passo passo a distanza dal Pacchetto Amiche grazie alla nuova tecnologia di WhatsApp. Due ore e mezza di frustrantissimi scambi per vestirmi esattamente come all’ultima Festa di Laurea di due mesi fa. Continua a leggere

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Racconti romani

Se a Roma c’è il Natale e l’Erasmus

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Che hai fatto nel week end pre natalizio a Roma? L’Erasmus.

L’anno scorso, a nostra insaputa – perché non credevamo affatto nelle nostre capacità di coordinamento a distanza tra reduci italiani di un Erasmus a Parigi – è stato istituito il Sacro Ritrovo Erasmus. Dopo Venezia del dicembre scorso, quest’anno siamo stati noi romani a ospitare due genovesi, una lodigiana e una senese. A Parigi tre anni fa ci conoscemmo e ci innamorammo un po’ tutti.

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Racconti romani, Smart city

Potresti alzare quei piedi? Giro tra le biblioteche romane

IMG_2401Tùm, tùm, tùm. Di solito sono zeppe, ma in generale quasi tutte le tipologie di scarpe fanno rumore sul parquet. E la Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, che quest’anno – 2013 – festeggia i dieci anni dalla sua apertura, ne è quasi interamente ricoperta -di zeppe e parquet-. Se non è legno è cotto o marmo, dove i passi restano ancora più impressi tuonando in aria. Accadono molte cose alla Biblioteca del Senato, c’è quella routine particolare di ogni biblioteca. Solo che talvolta appare Giovanardi. Trovo sia indicata nelle fasi di studio intenso. Se lo studio è blando la Biblioteca del Senato asfissia. E ogni volta che si vuole uscire a prendere aria si deve svuotare l’armadietto, riconsegnare la chiave e il tesserino, ritirare il documento. Per rientrare bisogna riconsegnare docum….ecc. più il metal detector. È estenuante, poi ci si abitua. Capita che nel rientro dal periodo estivo l’udito sia particolarmente sensibile, non più abituato al silenzio da biblioteca ed assuefatto ai rumori da spiaggia. E quelle zeppe sul parquet…. Continua a leggere

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Racconti romani

Nella Piazza, nella piazza, nella piazza.. Questa è Piazza Navona

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Passando di là, per quel suo lato corto che lega Via di Pasquino a Corso Rinascimento, calpestato milioni di volte, rito di passaggio casa-scuola, ecco, per quel numero di passi, per quel quasi minuto, la Piazza copre e confonde tutto. Solo movimento che sfuma gli impegni della giornata e qualche pensiero. Una volta passata la Piazza, soltanto l’attesa prima di attraversare Corso Rinascimento, in cui di tanto in tanto un caritatevole automobilista si ferma per lasciar passare il pedone, riporta tutto alla normalità. Che sia mediocre, bella o terribilmente orrenda. Continua a leggere

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Racconti romani

Esalazioni di Roma e dintorni

 

C’è stato un momento di Luglio in cui dalle 17 fino alle 20 pioveva. E pure tanto. E allora tutte quelle belle cose dell’estate romana che noi romani espatriati in inverno aspettavamo con ardore venivano annullate. Tra quelle cose c’erano le Arene di Roma, con tutto il fascino che il cinema all’aperto, qualunque film sia, si porta dietro. Finalmente il sole brillò anche tra le 17 e le 20 e tutti, romani espatriati e non, potemmo prendere parte a quest’allegra attività estiva. Tutto cominciò con Villa Medici e la rassegna dedicata a Michel Piccoli.

NB: Quest’anno la rassegna è stata dedicata ad Anna Magnani.

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