Racconti romani

Oggi si laurea la mia amica di Lettere. L’ho conosciuta tra i corridoi del terzo piano, al dipartimento di Italianistica. Era una delle interminabili attese per il ricevimento di questo o quel professore. Che se c’era bene, sennò tornavi. Poi magari la volta dopo s’era dimenticato o qualche simpatico compagno t’aveva cancellato il nome sulla lista ricevimento per metterci il suo. L’amica N. non usava evidenziatori ma solo pastelli. Aveva inventato un sistema di abbreviazioni geniali per gli appunti ben prima di aver studiato paleografia latina.

Lei calma, io ansiosa. Diceva sempre che nei corridoi facevo lo show, che fermavo la gente per chiedere una penna o dov’era il professore di Filologia, ma che poi mi distraevo e guardavo altro. Rideva quando litigavo coi vicini di banco nell’ora di Linguistica, in quell’aula di Geografia stracolma in cui dopo 12 minuti mancava l’aria, ma le lezioni di Serianni erano talmente belle che ce ne dimenticavamo. Non riusciva mai a dire di no ai giovani marxisti nell’atrio di Lettere, che se non li sai evitare attaccano pipponi interminabili. Continua a leggere

Una laurea in Lettere. E poi? E poi c’è la mia amica N.

Digressione
METE PER SCAPPARE DA ROMA

Mini Erasmus al Nord

 

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Volevo Roma e invece da qualche giorno saltello in giro per il Nord.

Non solo, rincorrevo il sole di Roma in una Bruxelles cupissima e una volta arrivata al caldo – posso provare a trattenermi, ma è quasi inevitabile: parlo del tempo, sempre. Mi lamento se è nuvolo, sorrido se c’è il sole. Se ce n’è troppo mi lamento ancora. Una routine fastidiosissima dalla quale non riesco a uscire. Colpa di Bruxelles, credo io, dell’essere troppo italiana e troppo romana, dicono gli altri.-, mi sono cimentata in una nuova ricerca di biglietti e via. Dicono che mi manca la terra sotto i piedi (mio padre). In realtà so che Roma sarà la mia prossima Lunga Pausa. Allora prendo tempo e torno a Stazione Termini… Continua a leggere

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