Racconti romani

Oggi si laurea la mia amica di Lettere. L’ho conosciuta tra i corridoi del terzo piano, al dipartimento di Italianistica. Era una delle interminabili attese per il ricevimento di questo o quel professore. Che se c’era bene, sennò tornavi. Poi magari la volta dopo s’era dimenticato o qualche simpatico compagno t’aveva cancellato il nome sulla lista ricevimento per metterci il suo. L’amica N. non usava evidenziatori ma solo pastelli. Aveva inventato un sistema di abbreviazioni geniali per gli appunti ben prima di aver studiato paleografia latina.

Lei calma, io ansiosa. Diceva sempre che nei corridoi facevo lo show, che fermavo la gente per chiedere una penna o dov’era il professore di Filologia, ma che poi mi distraevo e guardavo altro. Rideva quando litigavo coi vicini di banco nell’ora di Linguistica, in quell’aula di Geografia stracolma in cui dopo 12 minuti mancava l’aria, ma le lezioni di Serianni erano talmente belle che ce ne dimenticavamo. Non riusciva mai a dire di no ai giovani marxisti nell’atrio di Lettere, che se non li sai evitare attaccano pipponi interminabili. Continua a leggere

Una laurea in Lettere. E poi? E poi c’è la mia amica N.

Digressione
Racconti romani

Ti va se ci prendiamo un caffè? Conversazioni leggere da Bar

10987709_10152774888736149_269078123564702875_nPremessa: nessuna verità su Roma o dintorni sarà svelata. Ma fingiamo che sia tutto vero.

Lo dicono tutti, prima o poi. Ti va se ci prendiamo un caffè? Detto a Parigi ha un significato diverso, che comprende il sedersi in un Café. Nella terrasse, quei tavolini piccoli come sottobicchieri rendono i parigini tanto felici, perfino d’inverno, racchiusi sotto una cupola di celofan anti pioggia tra i fumi di decine di sigarette. Figurarsi d’estate. A Roma il Ti va se ci prendiamo un caffè? ha tutto un altro sapore. Il tempo si dilata davanti al caffè. E’ il caffè solido del bar, quello acquoso della moca delle nonne. Il caffè al vetro invece resta un mistero. Indipendentemente dalle manie dei popoli riguardo le sue modalità di consumo, il caffè è sempre il momento della condivisione, della leggerezza. Continua a leggere

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Smart city

Voglio essere una nerd: la vera storia di una Catalogatrice di Cose

Se non avete la mania di catalogare Cose, non leggete. Se siete nerd, sì.

Imparo in questi primi mesi di scuola la necessità di utilizzare gli apparecchi elettronici con criterio e non a caso come ho sempre fatto. Per me è un Dio del quale non so nulla ad occuparsene. Scopro che non è così, e mi forzo alla disciplina. Reduce da un lungo esame sulla storia del web, e in generale dell’Elettrodomestico, (un esame volto a conciliare le sorti di noi umani con quella delle macchine), alla fine ho deciso di voler continuare a credere alla versione romantica della storia. L’elettrodomestico si accende e puf, si spegne. Misteriosamente. Parallelamente allo studio di questa materia trascendentale ho scoperto i Tutorial. Una sera vicina al Natale una darkettona su Youtube mi ha spiegato, sussurrando, come si costruisce una pagina Html. Continua a leggere

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Racconti romani

Il ritorno dell’America. Storia di un cinema occupato

E’ passato un po’ più di un anno dall’occupazione del Cinema America.. Quel cinema storico, in Via Natale dal Grande, a un soffio da Piazza San Cosimato e Santa Maria in Trastevere. Un posto rimasto chiuso per anni  e che adesso, invece di trasformarsi in una sfilza di appartamenti privati, si è riacceso di gente, film, musica, dibattiti e pure di una sala studio e una biblioteca pubblica..

Dalla Dolce Vita a Lo sceicco Bianco; dal Solaris di Tarkovski alla serie Boris, fino agli incontri con Verdone, Sorrentino, Moretti e Mastandrea..  Al Cinema America succedono un sacco di cose.. Nel video “Il ritorno dell’America. Storia di un cinema occupato, pubblicato su Voci di Roma de La Stampa insieme a Lorenzo Vendemiale, ne abbiamo raccontate un po’… Guardate!

                                                                              cinema america

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Racconti romani

Frammenti di Capodanno o Storia di una porta rotta

piazza navona

piazza navona

Un altro Capodanno è passato. Il primo senza il Pacchetto Amiche. Loro sono andate ad un mega party in Toscana, io sono rimasta qui. È stata una scelta sofferta, ma alla fine ho deciso così. Roma. Mia cugina ha avuto un ruolo decisivo imbucandomi ad una festa. Per questo la fase di preparazione del Che ti metti Stasera? è stata seguita passo passo a distanza dal Pacchetto Amiche grazie alla nuova tecnologia di WhatsApp. Due ore e mezza di frustrantissimi scambi per vestirmi esattamente come all’ultima Festa di Laurea di due mesi fa. Continua a leggere

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Racconti romani

Se a Roma c’è il Natale e l’Erasmus

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Che hai fatto nel week end pre natalizio a Roma? L’Erasmus.

L’anno scorso, a nostra insaputa – perché non credevamo affatto nelle nostre capacità di coordinamento a distanza tra reduci italiani di un Erasmus a Parigi – è stato istituito il Sacro Ritrovo Erasmus. Dopo Venezia del dicembre scorso, quest’anno siamo stati noi romani a ospitare due genovesi, una lodigiana e una senese. A Parigi tre anni fa ci conoscemmo e ci innamorammo un po’ tutti.

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METE PER SCAPPARE DA ROMA

Ma perché torni sempre a Parigi? Cosa accade in un fine settimana francese.

PREMESSA: Se non si è interessati a divagazioni più o meno sensate su Parigi, lasciare perdere.

 

L’aria di Parigi si sente dal terminal B di Fiumicino, quando francesi vari ti calpestano i piedi e non chiedono scusa. Superano con classe la fila. A superare e basta ci pensano i romani –incipit esagerato anche se in talune attese si verifica quest’esatta divisione di ruoli-. Le hostess della Vueling ti parlano in spagnolo insistentemente, nonostante più della metà dell’aereo non lo parli.

 

Torno nel quartiere Marais, dove ho abitato per un anno nel lontano 2010. I negozi cambiano così in fretta –ma sono tutti incredibilmente uguali- che a volte passeggiare lì mi è indifferente. Continua a leggere

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Racconti romani, Smart city

Potresti alzare quei piedi? Giro tra le biblioteche romane

IMG_2401Tùm, tùm, tùm. Di solito sono zeppe, ma in generale quasi tutte le tipologie di scarpe fanno rumore sul parquet. E la Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini, che quest’anno – 2013 – festeggia i dieci anni dalla sua apertura, ne è quasi interamente ricoperta -di zeppe e parquet-. Se non è legno è cotto o marmo, dove i passi restano ancora più impressi tuonando in aria. Accadono molte cose alla Biblioteca del Senato, c’è quella routine particolare di ogni biblioteca. Solo che talvolta appare Giovanardi. Trovo sia indicata nelle fasi di studio intenso. Se lo studio è blando la Biblioteca del Senato asfissia. E ogni volta che si vuole uscire a prendere aria si deve svuotare l’armadietto, riconsegnare la chiave e il tesserino, ritirare il documento. Per rientrare bisogna riconsegnare docum….ecc. più il metal detector. È estenuante, poi ci si abitua. Capita che nel rientro dal periodo estivo l’udito sia particolarmente sensibile, non più abituato al silenzio da biblioteca ed assuefatto ai rumori da spiaggia. E quelle zeppe sul parquet…. Continua a leggere

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Italia a Pezzi. Viaggio dal Sud al Nord

Italia a pezzi 6: entrare dentro pantaloni skinny a Milano e infine, Genova di cristallo

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Alla Stazione Centrale di Milano la grande galleria d’acciaio e di vetro stringe tutti sotto di sé; poi, una volta usciti, ci pensa il cielo plumbeo. Invece arriviamo noi e c’è il sole. Sul pavimento dell’atrio, quello che affaccia su Piazza Duca d’Aosta, una quindicina di oggetti animati si muovono freneticamente: prima erano peluche pigri ora sono asinelli o gatti danzanti, una volta barbie inebetite, ora atleticissime coattelle in sella a moto che viaggiano sul pavimento lucido, insieme ad aerei vari. Il regista giapponese si dice soddisfatto dei treni italiani; gli ricordo che ci siamo mossi solo con le Frecce e che non abbiamo messo nemmeno la punta del piede su un regionale; non mi sembra convinto; credo tornerà a casa con l’idea che quelli italiani sono i migliori dei treni possibili. Continua a leggere

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