Smart city

Voglio essere una nerd: la vera storia di una Catalogatrice di Cose

Se non avete la mania di catalogare Cose, non leggete. Se siete nerd, sì.

Imparo in questi primi mesi di scuola la necessità di utilizzare gli apparecchi elettronici con criterio e non a caso come ho sempre fatto. Per me è un Dio del quale non so nulla ad occuparsene. Scopro che non è così, e mi forzo alla disciplina. Reduce da un lungo esame sulla storia del web, e in generale dell’Elettrodomestico, (un esame volto a conciliare le sorti di noi umani con quella delle macchine), alla fine ho deciso di voler continuare a credere alla versione romantica della storia. L’elettrodomestico si accende e puf, si spegne. Misteriosamente. Parallelamente allo studio di questa materia trascendentale ho scoperto i Tutorial. Una sera vicina al Natale una darkettona su Youtube mi ha spiegato, sussurrando, come si costruisce una pagina Html.

Il desktop del mio pc continua a smentire i miei sforzi in questo campo. Ciclicamente decido di fare ordine nel marasma di cartelle che produco. Ad ogni operazione di pulizia sono convinta di introdurre nuovi ed efficientissimi criteri di catalogazione. Mi chiedo dove vadano a finire tutti i File che Cerca non riesce (ma perché mai, Dio?) a reperire. E quei giorni in cui l’occhio si perde tra nomi di Cartelle improbabili Cose belle, Leggilo presto, Roba da nerd, Roma d’estate, Roma trash, Conversazioni pesanti, –  mi convinco che è necessario riorganizzare.

Può capitare, talvolta, che il pavimento di camera mia assolva le stesse funzioni del Desktop. Le Cartelle improbabili si trasformano in Pile di oggetti. Colonnine di Cose divise con i criteri più disparati. Il vizietto di catalogare ce l’ho sempre avuto. Intense conversazioni con amiche mi fanno scoprire che sono in allegra compagnia:  iniziato a 14 anni con l’ansia di trascrivere gli sms scambiati con i fidanzati pre adolescenziali in quadernetti dalle copertine rigide e ben curate – con fiori, preferibilmente-, continua con la mania di conservare i biglietti del cinema, fino ai più generici Raccoglitori di Ricordi e di Articoli con un loro perché. Quando abitavo a Parigi con la cara amica A. le pile di oggetti erano piuttosto Globi di vestiti. “Non toccare il Globo, poi metto a posto”, scrivevamo su post it. Ma questa, in effetti, è tutt’altra storia.

Arriva sempre, prima o poi, il momento di disgusto. Di solito accompagnato da ripetuti inviti di una mamma Regina dell’Ordine a smantellare le Colonnine di Cose. Un po’ come quando si è colti dall’esigenza improcrastinabile di mettere a posto l’armadio, la libreria, i cd o di ripulire l’armadietto del bagno. Si inizia con un’enfasi che solo rare volte ci accompagna in sessioni di shopping compulsivo. Ben equipaggiate si parte con progetti titanici, convinte che a tutto troveremo un ordine nuovo, una funzionalità freschissima. Sicure che insieme a quest’ordine fisico, un nuovo assetto mentale ci restituirà piene di energia al flusso della vita. E poi, quando tutto è stato messo sotto sopra per lasciar spazio ad una nuova razionalità, quando si pregusta il nuovo assetto…non si ha più voglia. Così osservo gli scaffali liberi e pulitissimi, scatole svuotate e pronte per essere riempite. Uno scenario desolante. Ma ‘sta catarsi? Lo sconforto per quel maledetto caos di oggetti accatastati lì accanto sale. Così come il fastidio per aver pensato di sfidare il Caos. – Mai, mai peccare di hýbris, ma cos’hai imparato dall’Iliade?-

Mi affretto a restituire un finto ordine alla matassa riponendo in scaffali/scatole/raccoglitori gli oggetti, in gran fretta .

La prossima volta continuo per bene. Questa di adesso è solo una sistemazione temporanea…  

Invidio tanto i veri Catalogatori di Cose. Vorrei avere la loro costanza. Vorrei essere anche un po’ Nerd. Nell’anno nuovo cercherò di essere più comprensiva con l’Elettrodomestico. Lo ascolterò degnandolo di vere attenzioni.  Giorni fa lo schermo si è misteriosamente oscurato. Dicono non si riaccenderà mai più. Intanto ho comprato al negozio TuttoUnEuro un sacco di cartelline nuove. Le ho appoggiat….

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