Smart city

Credo di avere un problema con Twitter

Due mesi  fa CésarAmicoDiMadrid  mi convinceva davanti a un Gyros pita a Perugia dell’utilità di Twitter nel 2013, mentre sbuffavo pensando alla fatica addossata sui Giovani della rete da quest’ennesimo social network. Fu l’argomentazione “Liste” a farmi capitolare: gruppi nei quali raccogli i follower in base al tuo ordine mentale per evitare di perderti nel caos dei tweet. Una rapida rassegna stampa mattutina, creando una lista “Giornali”, per esempio. «Scopri nuovi tools mi diceva CésarAmicoDiMadrid in quel suo inglese iberizzato. Ma quali tools?! Incuriosita, l’indomani ho sfogliato il programma del Festival del Giornalismo e ho scelto la conferenza sulla raccolta dei Data. «Sarà un tool», ho pensato.  Sì, ma nel contenitore di una conferenza di una noia mortale in inglese, inintelligibile per chi non ha competenze in materia di raccolta dati e per chi ancora confonde i tasti del copia/incolla per la Scelta rapida sulla tastiera.  Ho resistito tra i 13 e i 17 minuti e sono scappata.

Twitter al Festival del giornalismo di  Perugia lo riassumo così: centinaia di teste chine su iPhone. E basta. Io l’ho un po’ variato twittando foto, ma non ho ancora capito se la foto smorzi l’efficacia del tweet o la rafforzi. Ogni tanto qualcuno mi ritwittava. Un brivido, poi, la noia (e la ricerca disperata di una presa per ricaricare il telefono costantemente scarico. Poi sennò come twitti?).

Twitter a Roma:  sfatato il mito di hashtag e non hashtag (CésarAmicoDiMadrid mi ha spiegato che c’è una differenza: non a caso un hashtag è un hashtag e una chiocciola, una chiocciola), continuo ad avere seri problemi di comunicabilità con Twitter. Mia madre mi chiede chi ha il tempo per Twitter. Ci penso un po’: negli ultimi tempi il mio iPhone blu è stato accusato di essere il prolungamento della mia mano. Colpa dei New Media, il New Journalism, il Post Industrial Journalism, la carta stampata che sì è bella e profuma ma in metro, a NY, la mattina stavano tutti con gli e-book…Me lo ricordo: io col mio Nine Stories accartocciato su quella linea L intasata ogni mattinata appiccicaticcia .. Ammassati ma felici. Com’è bella NY!

E’ un macello: se faccio una foto poi la posto su Facebook; mi ricordo che esiste Twitter e la twitto. All’amico delle elementari piace, notifica. Oh, è proprio una bella foto: notifica; notifica; notifica (rip. x Indefinite volte). L’App si impalla (No, di nuovo il viaggio a Porte di Roma, in macchina con 40 gradi, per aspettare 2 ore e mezza l’assistenza alla Apple, no). Chiudi tutto, riapri. Per scrupolo ricontrolli, e ti accorgi di aver twittato male: te l’aveva spiegata CésarAmicoDiMadrid la differenza tra hashtag e chiocciolina cazzo! Cancella, riscrivi; già che esiste ‘sto tool, piccola modifica al colore. Temporeggi sempre su dubbi strazianti: Filtro Caffè o Oro? Caffè o Oro? Caffè o Oro? Caffè! Sballa tutti i colori; e no! Ricancella, ritwitta, Oro, e sto. Con gli articoli da postare stessa tiritera, il colore, per adesso, non si può cambiare. Ripenso alla domanda di mia madre…  Chi usa Twitter? Chi usa Twitter??? Sospendo il giudizio.

Mi piaceva quando vivevo solo per Facebook; quando solevo condividere foto ricordo ingiallite, sorridendo e ripensando ai tempi che furono e che non sono più, o quando commentavo la tenerezza del figlio dell’ex maestra. Facebook era solo Facebook. Ora Facebook è il mio Megafono (cit.): gli articoli dovrò pur “spingerli” da qualche parte. Dice che i lettori stanno in crisi, non leggono più molto.. All’ingresso di una scuola Elementare, mio seggio elettorale, campeggiava sopra una lavagna, di quelle belle, di ardesia gigante, una scritta bianca su sfondo blu : FACESCHOOL. Ho avuto un quasi attacco di panico.

Basta! Domani scappo dal calore indecente di questa città, che a giugno rende la vita irrespirab….quando cammini e sudi, quando prendi la bici, ma poi ti fermi e sudi lo stess………..quando sudato sei sollevato dal flusso amico dell’aria condizionata ma poi il giorno dopo c’hai il collo bloccato perchè hai preso il colpo di fred….(lamentatio romana) … Scappo da questa sedentarietà, da Twitter, Facebook, il Blog..tutto questo mi inchioda, mi stanca. Vado al mare.

Magari una fotina sulla bellezza conturbante delle acque poi però la posto..

PS. Questo post leggero e frutto di un asfissiante primo pomeriggio romano non si dimentica di quanto siamo riusciti a sapere grazie ai social network riguardo le violenze a Gezi Park, quando, sopratutto agli inizi, molti media tacevano.

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Una risposta a "Credo di avere un problema con Twitter"

  1. Toa ha detto:

    Filtro Caffè o Oro? Caffè o Oro? Caffè o Oro? Caffè! Sballa tutti i colori; e no! Ricancella, ritwitta, Oro, e sto.

    …Eh? Emmò pure un filtro colorato? Allora è vero che ne sai più di me: poi me lo spieghi.

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