Racconti romani

SIAMO TUTTI PUTTANE. Cronaca della manifestazione Pro Silvio di ieri

IMG_9755Ore 19, Piazza Farnese, Roma. Giuliano Ferrara su di un camioncino piccolo piccolo inizia un comizio lunghissimo, a sinistra una sagoma di Berlusconi a destra una gigantografia del viso di Mubarak. Il sole è ancora alto, la Piazza è piena, non stracolma, come dirà il Direttore alla fine, pronosticando quelle solite distorsioni delle tv sui numeri. L’orazione mi annoia, è esattamente la stessa che ho ascoltato ad Agorà la mattina e che ho letto sul Foglio, stesse identiche parole. Praticamente ho imparato a memoria un comizio di Ferrara, penso.  Urlano e applaudono in tanti. Mi faccio strada, in tenuta da palestra che poi ho disertato. Mi ero ripromessa di fare solo un salto al Siamo tutti puttane, e invece poi..

Con grande disinvoltura, ma non aiutata dalla felpa viola, arrivo in prima fila. Solo il cappellino improbabile di Marina Ripa di Meana ostacola la visione di Ferrara tutto. Lui urla la gente applaude, urla un sacco di cose. Tra citazioni bibliche, «chi è senza peccato scagli la prima pietra»  e moniti anti puritanesimo. La folla urla. Un sacco di coppie anziane in piazza, e tutti urlano, tutti peccatori. C’è l’annuncio di Francesca Pascale, la fidanzatina di Berlusconi sul palco, ma alla fine niente. Lassù non ci sale e quando va via non la vedo, peccato. Leggo solo ora ciò che ha dichiarato ai giornalisti: ha detto di non essere una puttana, e che neanche Ruby è una puttana.

Sale la Santanchè, con la maglietta del Siamo tutti puttane. Dice di essersi vergognata di essere italiana ieri (il giorno della sentenza) quando ha letto le prime pagine della stampa estera. Dice che la cosa più importante è la libertà e che ce ne accorgeremo quando verrà meno, come è avvenuto ieri. Serve la libertà e pure un esercito di libertà (??) per Silvio. Ovazione. «Dobbiamo tornare in piazza, è una guerra». Sallusti dietro al camioncino si presta a foto ricordo di gruppo. La moglie di Ferrara, Anselma dell’Olio, parte con la sua arringa. Bersaglio Se non ora Quando, le femministe che andavano con le gonne a fiori e gli zoccoli, quelle di sinistra, e un’accozzaglia di altre cose tra cui l’inspiegabile accanimento sul «pisello di Berlusconi» della stampa italiana. Ovazione.

Arriva la Prestigiacomo in bici, elegantissima. Cicchitto, Galan, Capezzone e Verdini non li vedo, ma c’erano. Parla Luigi Amicone, direttore del settimanale ciellino Tempi. Zoro  fa avanti e indietro tra la folla. Un signore con un cappello da pescatore bianco apre il portafoglio e gli fa vedere la prima tessera di Forza Italia. Un altro, serissimo, gli dice di smetterla, «diventasse un satiro della destra, che non ce ne sono».  Glielo dice con una tale enfasi e intensità..Un tipo si fa largo tra la folla, borbotta qualcosa contro la Piazza che gli si ritorce contro impazzita. In un secondo i giornalisti contornano i due che litigano forte, la sicurezza allontana il dissidente.

Arrivano due omoni impomatati con lenzuoli in difesa di Ruby (Ruby sfruttata dai giudici talebani di Milano). Ogni volta che qualcuno glielo chiede li aprono e si prestano a servizi fotografici. Un vecchietto, camicia a maniche corte e fazzoletto MSI al collo fa il saluto fascista, uno dei due omoni impomatati lo segue. La Piazza inizia a svuotarsi. Guardo le mie scarpe da ginnastica, quelle Asics da corsa con il simboletto fucsia e argento e penso che potevo pure vestirmi un po’ meglio.

Paolini abbronzatissimo rilascia interviste, serio. Inizia a parlare di pedofilia. Due o tre telecamere che erano corse per non perderlo, ascoltano 20 secondi e si allontanano disinteressate. Un uomo si avvicini e gli urla «COMUNISTA!». Nel frattempo Ruby Tuesday dei Rolling Stones suona e chiude gli interventi sul palco. Sallusti e la Santanchè vanno via; «Tenete duro» gli dice un signore con pathos, toccando il braccio di lui. Gli dà forza. Loro ringraziano. Sfilano cartelloni più o meno felici: Che vergogna il palazzo di ingiustizia! Stupratrici di giustizia! Berlusconi leader perpetuo!

Appoggiata ad una macchina mi godo lo spettacolo. Mi chiedono se sono manifestante o giornalista, ho un brivido. «Una passante», rispondo.

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2 risposte a "SIAMO TUTTI PUTTANE. Cronaca della manifestazione Pro Silvio di ieri"

  1. Ah, una curiosità. Ma a Sallusti si erano sanati? Sì, quei cosi lì, esibiti due volte solo verbalmente (e meno male) in TV, che gli erano stati rotti se mal non ricordo giusto da Boldrini… Ti è parso che si fosse ripreso?

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